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Shiatsu a distanza? Smart Yoga? Come far chiarezza in un momento di crisi (anche digitale)

Aggiornato il: mag 23

In questo delicato momento storico, stiamo affrontando tante crisi.

In primis, la crisi sanitaria che vede al collasso un sistema già precedentemente vacillante e sotto grande stress.

Poi, abbiamo visto nascere la crisi esistenziale, nella quale sono state limitate le libertà che tanto davamo per scontato.

Successivamente, è sopraggiunta la crisi sociale, in cui ognuno di noi si è fatto giudice e giustiziere delle azioni altrui.

Ed, alla fine, è arrivata anche lei: la crisi economica.

Tante aziende, dalle piccole realtà sino ad arrivare a quelle più grandi, hanno sofferto, stanno soffrendo e sentono il peso della scarsa, se non inesistente, entrata economica(le tasse, però, vanno avanti).

Un settore che ha particolarmente risentito della crisi, è proprio quello delle discipline bio - energetiche, cioè tutte quelle attività che si occupano del benessere della persona, quali lo Shiatsu, lo Yoga, l'Ayurveda, la Riflessologia, etc...

Le associazioni sportive e culturali hanno visto la totale chiusura delle attività e, ancora ad oggi, non si sa quando si possa progettare anche solo un parziale rientro effettivo.

Data questa incertezza dilagante, molti operatori olistici ed insegnanti si sono reinventati portando le loro competenze via web. Zoom, Skype e le call di WhatsApp non sono mai state così oberate!

Da Operatrice Shiatsu e studentessa di Yoga, ho visto l'evolversi di questa proposta, vivendola sia dal lato professionale, che da studentessa e vorrei aiutare tutti voi a far chiarezza per capire quale sia il giusto limite da rispettare.



Partiamo dal mio ruolo di Operatrice Shiatsu.

Premetto che arrivo da una formazione quadriennale presso l'Istituto Europeo di Shiatsu, dove ho avuto tempo e modo sia di approfondire l'aspetto anatomico e fisiologico della persona, che di studiare le basi della Medicina Tradizionale Cinese e di fare TAAAAANTA pratica sugli sventurati colleghi e sui miei - altrettanto sventurati - insegnanti.

La pratica è stata circa 2/3 della mia formazione e, grazie a questo percorso, oggi vedo il contatto personale e relazionale fisico come parte fondamentale dello Shiatsu.

In un articolo che ho scritto per Meditazione Zen, ho approfondito dettagliatamente cosa sia lo Shiatsu sia nella pratica, che nell'intenzione e ci tengo a ridefinire quale sia il suo ruolo: supporto del benessere della persona tramite ascolto, presenza e digitopressioni costanti effettuate sul corpo del ricevente.

Proprio il significato stesso del termine Shiatsu è “pressione effettuata con il dito” e la sua peculiarità risiede nelle pressioni costanti e continue effettuate perpendicolarmente dall'operatore sul corpo del ricevente.

Fatta questa premessa di fondamentale importanza, voglio dirvi che mi sono posta con mente e cuore aperti nell'ascolto di ciò che avevano da dire alcuni esperti insegnanti Shiatsu sul nostro lavoro in questo momento di lockdown. Ho, così, partecipato ad un webinar completamente gratuito e fruibile da tutti, dove sono stati illustrati differenti vie per continuare a mantenere un contatto vivo con i nostri riceventi.

Per quanto riguarda gli operatori, è stato consigliato di: eseguire delle sessioni guida di un auto-trattamento sul ricevente; eseguire delle sessioni di trattamento completo “a distanza”.

Per quanto riguarda la mia professionalità, il mio percorso studi e ciò che lo Shiatsu rappresenta a livello tecnico e professionale, mi sono sentita da un lato ispirata e dall'altro moralmente perplessa.

E cioè: considero un valido supporto l'auto-trattamento che l'operatore, tramite video call, propone e mostra al ricevente, guidandolo nelle digitopressioni ed avendo con lui un dialogo precedente di modo da formulare una possibile “diagnosi” su uno squilibrio energetico. Il ricevente, infatti, avrà modo di sentirsi supportato ed ascoltato dal proprio operatore di fiducia e potrà tornare in profonda connessione con sé stesso, toccandosi su alcuni punti precisi del corpo ed effettuando digitopressioni sulla sua persona.

NON considero valido e professionale un operatore che dica di “fare Shiatsu”, se propone al ricevente di incontrarsi via video call e, dopo un dialogo ed una “diagnosi” energetica a distanza, gli dica di sdraiarsi, di rilassarsi (il ricevente è quindi disteso e non lavora fisicamente su sé stesso) e di ricevere l'energia che l'operatore gli manda dall'universo e che, tramite la sola intenzione, dovrebbe arrivare a distanza all'altra persona.

Penso che ciò non sia Shiatsu e che, piuttosto sia un ambito di competenza del Reiki o del Pranic Distant Healing.

Il fatto di proporre un trattamento del genere, va a ledere ciò che sino ad oggi abbiamo costruito e che richiederà ancora tanta strada e sacrifici.

Se, sino ad oggi, siamo stati professionali ed abbiamo dimostrato la nostra vera intenzione nel sentire e nel supportare l'energia sana dei nostri riceventi, chiedo a tutti i miei colleghi di mantenere questa professionalità e linea e di non creare ulteriore confusione in un settore già abbastanza confuso di per sé.

Se io fossi un Operatrice Reiki o Pranoterapeuta, mi sentirei messa completamente in discussione.

Non essendo lo Shiatsu l'unica terapia complementare soggetta in questo periodo a “trattamenti a distanza”, ho scelto di sentire i pareri di due amiche e colleghe operatrici di differenti settori.

Giulia, fondatrice di Riflessyoga, è una Riflessologa Plantare ed insegnante di Yoga, alla quale ho chiesto che cos'è per lei la Riflessologia e mi ha risposto chiaramente così:

“La Riflessologia è il mio lavoro, un lavoro che mi sono scelta perché è mosso da un desiderio: quello di aiutare le persone a star meglio attraverso un metodo sì “naturale” ma con le sue regole. La Riflessologia Plantare si basa necessariamente ed obbligatoriamente sul “tocco”. Il tocco che stimola le terminazioni nervose connesse a relativi organi ed apparati, il tocco che favorisce lo scambio energetico tra operatore e ricevente, ma anche il tocco che rassicura e “coccola”. Inoltre, solo attraverso l’utilizzo del tocco l’operatore può sentire e valutare eventuali squilibri (a volte prima ancora che si manifestino come sintomo) di organi e relativi sistemi e capire quindi davvero “dove andare a mettere le mani”, dove andare a lavorare, impostando un trattamento personalizzato per ogni specifica situazione. Ho molto rispetto per le persone che decidono di provare a star meglio attraverso la Riflessologia e non mi sognerei mai di ingannarle vendendo come efficace, o anche solo utile, un trattamento “a distanza” che semplicemente, non ha motivo di esistere.”

Anche Alessandra, psicoterapeuta fondatrice del movimento Sostenibile per Me, Operatrice Ayurveda e futura insegnante di Yoga, mi ha espresso idee molto chiare riguardo il suo lavoro con il contatto Ayurveda.

L'Ayurveda o "scienza della vita" è una vera e propria enciclopedia (medicina, yoga, alimentazione, meditazione, architettura, filosofia) giunta sino ai nostri giorni attraverso millenni di insegnamenti trasmessi oralmente da maestro a discepolo. Un fatto è "parlare" di una disciplina olistica, un altro è operare secondo le indicazioni precise da essa fornita. Il tema della virtualità diventa centrale se ad esempio affrontiamo l'Abyangam, ossia il trattamento di cura e prevenzione che la Medicina Ayurvedica promuove nel bilanciare il nostro stato di equilibrio psicofisico. Esso presuppone come condizione imprescindibile il contatto del terapeuta e della persona che riceverà il trattamento. Benché si faccia anche un lavoro più profondo e sottile che va a toccare il campo magnetico energetico della persona da trattare, il lavoro sulla fisicità, sulla parte strutturale e fisiologica del nostro organismo è fondamentale. Similmente non si può effettuare alcuna "visita ayurvedica" senza la presenza reale della persona da visitare. Pertanto, bene alla diffusione di questo sapere anche attraverso i canali web (come pillole formative ed informative che puntano all'auto-consapevolezza, che è quello su cui sto lavorando tanto in questo periodo) ma diffidate da coloro che vi promettono trattamenti a distanza, perché peccano del principio di realtà, necessario per un incontro autentico ed una conoscenza approfondita della persona da curare”.

Passiamo, ora, a quanto è stato detto in sede di webinar riguardo la formazione delle scuole di Shiatsu.

E' stato fatto presente il modus operandi formativo di una scuola di Shiatsu inglese, che propone il corso interamente on line e che non prevede incontri di pratica. L'esponente di questa scuola, ha risposto ad una domanda confermando che la pratica del futuro operatore professionista è fatta su sé stesso o comunque su un familiare.

NON è presente una formazione fisica di pratica in aula.

Io, sempre per la mia esperienza e formazione, non mi farei mai toccare da un operatore che non abbia alle spalle un tirocinio formativo di differenti ore di pratica.

Pensate se un fisioterapista o un osteopata seguisse interamente il suo corso di formazione a distanza. Come pensate che possa sviluppare le sue competenze di contatto? Andreste a farvi trattare da lui/lei?

Io NO.

Idem per tutte le professioni che possano avere a che fare con un contatto della persona. Dallo Shiatsu, all'Ayurveda, alla Riflessologia, all'Osteopatia ed alla Fisioterapia.

Ci vuole serietà e coerenza intellettuale.

Affrontando nel dettaglio l'argomento smart-studying, io sono completamente d'accordo con le scuole che scelgono di fare formazione riguardo gli argomenti teorici (ad es. anatomia, fisiologia, elementi di Medicina Tradizionale Cinese, storia, etc...) in modalità live e digitale.

Così, si vanno ad eliminare le eventuali emissioni date dagli spostamenti degli studenti per andare a seguire lezioni teoriche, che possono perfettamente essere seguite a distanza.



Passando al discorso dello Yoga, oggi si è visto un incredibile incremento delle lezioni on line, da quelle di più semplice esecuzione, sino alle più complesse e pericolose.

Molti hanno cominciato ad introdurre nella propria vita la pratica Yoga proprio in questo momento storico e sono felice di questa rivoluzione silenziosa.

Io stessa sto seguendo le lezioni formative di un'insegnante londinese che non avrei mai potuto praticare in modo costante, se non ci fosse stato questo momento di blocco totale.

Vorrei, però, portare tutti a fare un paio di osservazioni.

Chi non ha mai praticato Yoga e si approccia per la prima volta a questa disciplina, rischia di farsi male se non è sotto lo sguardo attento di un'insegnante.

E', perciò, di fondamentale importanza affidarsi alle lezioni di insegnanti che si conoscono e che si sa come lavorano, di modo da non rischiare eventuali infortuni domestici.

Ascoltate il vostro corpo, cominciate con pratiche delicate e, se non conoscete nessun insegnante, chiedete a qualche amico/a di darvi il contatto della sua insegnante di fiducia, di modo da contattarla, avere un colloquio telefonico preliminare e poi seguire le sue lezioni.

Se siete già praticanti, non andate a seguire lezioni gratuite su Youtube! Affidatevi ai vostri insegnanti di fiducia e continuate a praticare con loro.

Supportate i vostri insegnanti, di modo che loro possano sostenere voi!

Le lezioni su Youtube possono, eventualmente, diventare un'aggiunta alla pratica con il vostro insegnante di fiducia.

Last but not least, nessun contatto umano è totalmente sostituibile con uno schermo.



E' giusto non fermarsi e non chiudersi nel proprio guscio, ma semmai sfruttare questa occasione per prenderci una pausa e fiorire.

Fiorire con la consapevolezza che il contatto umano e gli abbracci sono di fondamentale importanza per la nostra crescita intellettuale e spirituale.

La tecnologia ci può venire in supporto per ridurre il nostro impatto ambientale, ma il contatto, il tocco, la pratica, il sudore, la costanza ed il confronto sono prerogative inalienabili del nostro essere.

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